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Un server datato che occorre tenere in produzione per gestire un vecchio sito web, un server smtp per la reportistica, un server proxy per il filtraggio e l’analisi della navigazione per un numero limitato di utenze – sono tutte applicazioni che possono essere convertite in altrettante macchine virtuali riducendo consumi energetici, ingombro e necessità di manutenzione fisica. Tuttavia la conversione non è semplice specie se il sistema operativo non è supportato ovvero se il server in questione ha un guasto di qualche tipo, ovviamente non riguadante il/i dischi rigidi.
I principali software di virtualizzazione(VmWare, VirtualBox, VirtualPC) offrono versioni gratuite dei loro prodotti. Esistono quindi controparti open source come qemu, KVM o Xen. Chi si trova ad avere a che fare con server eterogenei ha talvolta la necessità di convertire una macchina fisica in macchina virtuale. Come procedere?
VmWare Converter è la soluzione, sempre gratuita, di VmWare per la conversione di macchine fisiche. Per quanto riguarda l’ambiente Linux supporta come destinazione solo Server ESX Server, il quale richiede hardware specifico.
Per superare questo ostacolo, ci viene in aiuto uno strumento di qemu, qemu-img, che si occupa di convertire immagini disco tra vari formati di macchine virtuali.
dd=/dev/sda of=/immaginedisco.dd
qemu-img convert immaginedisco.dd -O vmdk immaginedisco.vmdk
sudo -i mkdir server mount /dev/sda1 server/ mount -t proc none server/proc mount -o bind /dev server/dev chroot server /bin/bash
sudo vol_id --uuid /dev/sda1
update-grub grub-install /dev/sda1
/etc/modules
update-rc.d -f smartmontools remove update-rc.d -f acpid remove apt-get purge acpid acpi-support apt-get autoremove
mount /dev/cdrom /mnt cd ~ tar -xvzf /mnt/vmwareX cd vmwareX . ./vmware-install.pl
Il blog australiano di Google ci informa della presentazione di Google Dashboard, nuova caratteristica sfornata da Google, utilizzabile per controllare tutti gli “aspetti” del proprio account.
Oltre alla dashboard, alcuni link utili per chi usa google:
iGoogle la propria homepage personalizzata
Google Apps
Google tasks (utile per la consultazione via mobile/cell)
Riassunto: se utilizzi nautilus per condividere i file con Ubuntu, la configurazione sta in /var/lib/samba/usershares
Dopo aver installato samba, operazione che non richiede altro che sudo apt-get install samba
sudo apt-get install samba
come raccomandato dagli sviluppatori è bene procedere come segue
sudo cp /etc/samba/smb.conf{,.master}
per poi apportare i cambiamenti a /etc/samba/smb.conf.master e generare il file di configurazione con
testparm -s /etc/samba/smb.conf.master | sudo tee -a /etc/samba/smb.conf
Attivando con Nautilus (intendo clic destro su una cartella sul desktop ad esempio) la condivisione file windows in Ubuntu 9.04 (ma presumo anche nelle versioni precedenti), non si va a modificare /etc/samba/smb.conf bensì nautilus crea un file con il nome della condivisione in /var/lib/samba/usershares
/etc/samba/smb.conf
/var/lib/samba/usershares
Di conseguenza è meglio evitare di utilizzare la condivisione di nautilus e invece ricorrere al vecchio smb.conf, in quanto più versatile e meno problematico. Documentazione completa disponibile installando il pacchetto samba-doc con l’usuale
sudo apt-get install samba-doc
udo apt-get install samba-doc
Il problema nasce da un cliente che mi ha sottoposto una banalità che pero’ mi ha incuriosito: La webcam non funziona con skype. Qualche prova mi ha restituito come errore un laconico “la periferica è in uso da parte di un altro programma”. Si ma quale? con
msconfig
possiamo vedere quali programmi partono all’avvio di Windows e eliminare quelli superflui (in questo caso un residuo dell’installazione di una trial Ulead)
SP2 ha introdotto un nuovo comando utile per resettare il winsock allo stato originale.
netsh winsock reset catalog
Questo comando è di solito privo di rischi e si occupa di eliminare tutte le voci LSP (Layered Service Provider) non standard dal catalogo winsock. Potete anche solo visionarlo con il comando :
netsh winsock show catalog
Un altro modo per visualizzare la stessa informazione è eseguire
winmsd
e selezionare Componenti, Rete, Protocollo. Nella lista che compare, i Layered Service Providers devono essere di tipo MSAFD o RSVP, quelli differenti potrebbero appartenere a spyware. Per resettare lo stack TCP/IP è possibile digitare
netsh int ip reset
oppure
netsh int ip reset c:\reset.log
per avere un registro dell’operazione.
Maggiori dettagli:
Microsoft KB: Winsock 2 corruption and recover
Microsoft KB: Reset Stack TCP/IP
Che kernel utilizzare per una Ubuntu Server 8.04.3 LTS? se come me non hai usato una ubuntu Jeos, oppure hai trasformato una macchina fisica in una virtuale, puoi installare il kernel ottimizzato per vm digitando in bash sudo aptitude install linux-virtual Quindi, per installare i kernel headers sudo aptitude install linux-headers-virtual Ora è possibile procedere alla riconfigurazione dei vmware tools, specie se si è variata la configurazione del kernel sudo config-vmware-tools.pl Infine, ricordati di rimuovere i kernel che non servono, conservando il penultimo per eventuali emergenze, soprattutto se non hai ancora riavviato la macchina virtuale dopo aver installato il nuovo kernel sudo aptitude purge linux- (tab) e verificare ciò che appare, completando il comando in modo da eliminare i kernel/moduli che non sono più utili. Infine, è bene aggiornare il menu di grub: sudo update-grub
sudo aptitude install linux-virtual
sudo aptitude install linux-headers-virtual
sudo config-vmware-tools.pl
sudo aptitude purge linux-
sudo update-grub
Se al reboot vi sono problemi di connettività, verificare il mac address: riportato nell’iftab sudo vi /etc/iftab eventualmente correggendolo con quello attuale (vmware può aver variato il mac address della scheda di rete) ottenibile con ifconfig eth0
sudo vi /etc/iftab
ifconfig eth0
cmd /c assoc .zip=CompressedFolder
da prompt comandi per ripristinare l’associazioni dei file .zip con cartelle compresse di Windows Vista, associazione che sparisce installanzo 7zip – e mi sono rotto di cercare la soluzione ogni volta che reinstallo un pc
“Empty your mind, be formless. Shapeless, like water. If you put water into a cup, it becomes the cup. You put water into a bottle and it becomes the bottle. You put it in a teapot it becomes the teapot. Now, water can flow or it can crash. Be water my friend.” – Bruce Lee
È il 1° settembre: ricomincia l’attività lavorativa a pieno ritmo. Assegnare priorità alle varie attività, propositi di buona organizzazione del lavoro e della scrivania e così via – tutti, chi più chi meno, affrontiamo questa fase.
Blog e siti d’oltreoceano brulicano di esperti convertiti a questa nobile disciplina: Getting Thins Done, ovvero GTD. Essi offrono consigli e procedure sull’argomento nella maggior parte dei casi tanto inutili quanto banali. Non sempre però: ecco una lista di concetti, procedure e suggerimenti che trovo utili nel lavoro di tutti i giorni.
Google GTD with GMail tasks e Turning GMail into yr ultimate GTD app Scorciatoie da tastiera sul Mac
MacOS Conjure per MacOs: Scrivania organizzata
Carta Tickler file un concetto interessante Un economicissimo PDA da taschino
Desktop
Sfondi del Desktop un altro concetto interessante
Casa ClickableHouse piccoli consigli per tenere ordinata la propria magione How to Declutter
Problemi con errore 17 di grub e Vista a seguito di qualche reinstallazione con Linux/Vista? Si risolve così: boot da cd di Vista, scegliere Ripara installazione, quindi Prompt dei Comandi, quindi
c: cd boot bootrec /fixmbr
voila!
Per maggiori info in caso di ulteriori problemi vi rimando all’articolo apposito dell kb di Microsoft:
p.s. io uso Mac Os e/o Linux
Preso dall’ottimismo, ho scaricato la beta di Windows 7 . Per verificare le promesse relative alla sua efficienza su hardware non recente l’ho installato su un PC così composto:
Athlon XP2500+ (diciamo l’equivalente di un Intel Centrino), 1 gb RAM, scheda video GeForce 5200, 2 hard disk IDE da 80 gb 7200rpm.
L’installazione è stata, al pari di quella di Vista, veloce. L’installer ha aggiunto, bontà sua, una partizione di boot da 200 MB all’inizio del disco.
Installati i driver di Vista per la scheda grafica, tutto è sembrato funzionare alla perfezione sino al primo spostamento di file tra directory sullo stesso disco, per la precisione non quello di sistema. Deja vu, stesso comportamento di Vista all’inizio, Windows si è perso in calcoli e il tempo di spostamento, che usualmente è di pochi secondi, è diventato di ore. Sono uscito dall’ufficio alle 18.00, il giorno dopo alle 9 Windows 7 stava ancora calcolando le tempistiche di spostamento…
OpenDNS è un servizio di filtraggio e di risoluzione dei nomi DNS gratuito e personalizzabile. Utilizzando OpenDNS è possibile escludere svariate categorie di siti indesiderati dalla propria navigazione internet, riducendo il rischio di prendere un virus e/o permettendo di escludere intere categorie di siti pericolosi o indesiderati. E’ estremamente utile sia per aziende che vogliono introdurre un primo filtraggio di siti pericolosi o non pertinenti all’attività lavorativa, sia per privati che vogliono ad esempio rendere irraggiungibili dai computer di casa siti pornagrafici, inappropriati o quant’altro. In entrambi i casi,comunque, velocizza la navigazione su internet Più tecnicamente, OpenDNS fornisce un servizio gratuito e personalizzabile di gestione del DNS, consentendo
Per usufruire dei servizi sopra
#sudo aptitude install ddclient
#sudo vi /etc/ddclient.conf
## OpenDNS.com account-configuration ssl=yes use=web, web=whatismyip.org server=updates.opendns.com protocol=dyndns2 login=opendns_username password=opendns_password opendns_network_label
Rif: KB di Opendns DNS Update API.
OpenDNS verrà utilizzato come DNS di default e consentirà l’uso di scorciatoie che è possibile definire nel pannello su www.OpenDns.com previo login.