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Convertire un server Linux in macchina virtuale Vmware
Nov 25th, 2009 by OttoFit

Premessa

Un server datato che occorre tenere in produzione per gestire un vecchio sito web, un server smtp per la reportistica, un server proxy per il filtraggio e l’analisi della navigazione per un numero limitato di utenze – sono tutte applicazioni che possono essere convertite in altrettante macchine virtuali riducendo consumi energetici, ingombro e necessità di manutenzione fisica. Tuttavia la conversione non è semplice specie se il sistema operativo non è supportato ovvero se il server in questione ha un guasto di qualche tipo, ovviamente non riguadante il/i dischi rigidi.

Virtualizzazione di macchine fisiche

I principali software di virtualizzazione(VmWare, VirtualBox, VirtualPC) offrono versioni gratuite dei loro prodotti. Esistono quindi controparti open source come qemu, KVM o Xen.
Chi si trova ad avere a che fare con server eterogenei ha talvolta la necessità di convertire una macchina fisica in macchina virtuale. Come procedere?

Convertire un sistema operativo Linux attraverso qemu-img

VmWare Converter è la soluzione, sempre gratuita, di VmWare per la conversione di macchine fisiche. Per quanto riguarda l’ambiente Linux supporta come destinazione solo Server ESX Server, il quale richiede hardware specifico.

dd e quemu-img

Per superare questo ostacolo, ci viene in aiuto uno strumento di qemu, qemu-img, che si occupa di convertire immagini disco tra vari formati di macchine virtuali.

  • creare su un disco differente una immagine di tutto l’ahrd disk della macchina fisica da convertire, in modo da conservare anche le informazioni sulla tabella delle partizioni del disco di partenza, che poniamo essere /dev/sda:
dd=/dev/sda of=/immaginedisco.dd
  • effettuare la conversione con qemu-img
qemu-img convert immaginedisco.dd -O vmdk immaginedisco.vmdk

Creazione della VM

  • Creare una macchina virtuale impostando come hard disk il file ottenuto dalla conversione [immaginedisco.vmdk ], e facendo il boot della suddetta macchina virtuale da una linux live – ad es. livecd di ubuntu o knoppix
  • effettuato il boot, montare il disco e aggiornare grub come segue [chi si trova invece davanti LILO deve seguire un approccio lievemente differente che non illustro - non mi ricordo più :) ]
sudo -i
mkdir server
mount /dev/sda1 server/
mount -t proc none server/proc
mount -o bind /dev server/dev
chroot server /bin/bash
  • Occorre poi aggiornare gli UUID dei dischi rigidi, per ogni partizione da montare é necessario ricavare l’UUID con il comando che segue per poi aggiornare /etc/fstab ed il parametro kopt in /boot/grub/menu.lst (in questo caso la partizione è /dev/sda1)
sudo vol_id --uuid /dev/sda1
  • Quindi rigenerare la configurazione di grub
update-grub
grub-install /dev/sda1

Configurazione dell’hardware virtuale

  • Clean-up vari: verificare eventuali personalizzazioni di periferiche effettuare in /etc/udev/rules.d/
    Nel mio caso in 70-persistent-net-rules: è stato necessario cancellare tutto l’hw di rete considerando che il mac address delle schede di rete cambia nella trasformazione in macchina virtuale. Se si hanno più schede di rete, al primo boot sarà possibile personalizzare la configurazione udev delle schede.
  • Commentare poi i moduli non necessari in
/etc/modules
  • disattivare gli eventuali smartmontools quindi togliere acpid e acpi-support
update-rc.d -f smartmontools remove
update-rc.d -f acpid remove
apt-get purge acpid acpi-support
apt-get autoremove

Prima esecuzione

  • Riavviare la macchina virtuale direttamente dal disco configurato sopra, togliendo l’eventuale ISO o cd usato per il precedente boot. Verificare che tutto funzioni :) e nstallare ora  i vmware tools correnti attivando dal menu di VmWare Workstation l’opzione relativa. Se abbiamo convertito una macchina server, potrebbe essere ncessario montare il supporto per i vmware tools:
mount /dev/cdrom /mnt
cd ~
tar -xvzf /mnt/vmwareX
cd vmwareX
. ./vmware-install.pl

Conclusioni

  • Attraverso strumenti open source è possibile aggirare le limitazioni di VmWare Converter ottenendo una VM corrispondente alla macchina fisica.

                
Google Dashboard (e altro)
Nov 5th, 2009 by OttoFit

dahsboardGIl blog australiano di Google ci informa della presentazione di Google Dashboard, nuova caratteristica sfornata da Google, utilizzabile per controllare tutti gli “aspetti” del proprio account.

Oltre alla dashboard, alcuni link utili per chi usa google:

iGoogle la propria homepage personalizzata

Google Apps

Google tasks (utile per la consultazione via mobile/cell)

Condivisione File Windows con Ubuntu
Oct 16th, 2009 by OttoFit

Riassunto: se utilizzi nautilus per condividere i file con Ubuntu, la configurazione sta in /var/lib/samba/usershares :)

Dopo aver installato samba, operazione che non richiede altro che
sudo apt-get install samba

come raccomandato dagli sviluppatori è bene procedere come segue

sudo cp /etc/samba/smb.conf{,.master}

per poi apportare i cambiamenti a  /etc/samba/smb.conf.master e generare il file di configurazione con

testparm -s /etc/samba/smb.conf.master | sudo tee -a /etc/samba/smb.conf

Attivando con Nautilus (intendo clic destro su una cartella sul desktop ad esempio) la condivisione file windows in Ubuntu 9.04 (ma presumo anche nelle versioni precedenti),  non si va a modificare
/etc/samba/smb.conf
bensì nautilus crea un file con il nome della condivisione in
/var/lib/samba/usershares

Di conseguenza è meglio evitare di utilizzare la condivisione di nautilus e invece ricorrere al vecchio smb.conf, in quanto più versatile e meno problematico. Documentazione completa disponibile installando il pacchetto samba-doc con l’usuale

sudo apt-get install samba-doc

Avvio selettivo Windows – TCP/IP non funzionante
Oct 8th, 2009 by OttoFit

Quali programmi e servizi partono all’avvio?

Il problema nasce da un cliente che mi ha sottoposto una banalità che pero’ mi ha incuriosito: La webcam non funziona con skype. Qualche prova mi ha restituito come errore un laconico “la periferica è in uso da parte di un altro programma”. Si ma quale? con

msconfig

possiamo vedere quali programmi partono all’avvio di Windows e eliminare quelli superflui (in questo caso un residuo dell’installazione di una trial Ulead)

Come resettare lo stack TCP/IP in windows (XP, 2003 ecc.) in caso di problemi di connettività?

SP2 ha introdotto un nuovo comando utile per resettare il winsock allo stato originale.

netsh winsock reset catalog

Questo comando è di solito privo di rischi e si occupa di eliminare tutte le voci LSP (Layered Service Provider) non standard dal catalogo winsock. Potete anche solo visionarlo con il comando :

netsh winsock show catalog

Un altro modo per visualizzare la stessa informazione è eseguire

winmsd

e selezionare Componenti, Rete, Protocollo. Nella lista che compare, i  Layered Service Providers  devono essere di tipo  MSAFD o RSVP, quelli differenti potrebbero appartenere a spyware. Per resettare lo stack TCP/IP è possibile digitare

netsh int ip reset

oppure

netsh int ip reset c:\reset.log

per avere un registro dell’operazione.

Maggiori dettagli:

Microsoft KB: Winsock 2 corruption and recover

Microsoft KB: Reset Stack TCP/IP

Che kernel per Ubuntu su vmware?
Sep 30th, 2009 by OttoFit

Che kernel utilizzare per una Ubuntu Server 8.04.3 LTS? se come me non hai usato una ubuntu Jeos, oppure hai trasformato una macchina fisica in una virtuale, puoi installare il kernel ottimizzato per vm digitando in bash
sudo aptitude install linux-virtual
Quindi, per installare i kernel headers
sudo aptitude install linux-headers-virtual
Ora è possibile procedere alla riconfigurazione dei vmware tools, specie se si è variata la configurazione del kernel
sudo config-vmware-tools.pl
Infine, ricordati di rimuovere i kernel che non servono, conservando il penultimo per eventuali emergenze, soprattutto se non hai ancora riavviato la macchina virtuale dopo aver installato il nuovo kernel
sudo aptitude purge linux- (tab) e verificare ciò che appare, completando il comando in modo da eliminare i kernel/moduli che non sono più utili.
Infine, è bene aggiornare il menu di grub:
sudo update-grub

Se al reboot vi sono problemi di connettività, verificare il mac address: riportato nell’iftab
sudo vi /etc/iftab
eventualmente correggendolo con quello attuale (vmware può aver variato il mac address della scheda di rete) ottenibile con
ifconfig eth0

Ripristinare associazione zip cartelle compresse Vista
Sep 26th, 2009 by OttoFit

cmd /c assoc .zip=CompressedFolder

da prompt comandi per ripristinare l’associazioni dei file .zip con cartelle compresse di Windows Vista, associazione che sparisce installanzo 7zip – e mi sono rotto di cercare la soluzione ogni volta che reinstallo un pc :)

Organizzazione del proprio lavoro
Sep 1st, 2009 by OttoFit

“Empty your mind, be formless. Shapeless, like water. If you put water into a cup, it becomes the cup. You put water into a bottle and it becomes the bottle. You put it in a teapot it becomes the teapot. Now, water can flow or it can crash. Be water my friend.” – Bruce Lee

È il 1° settembre: ricomincia l’attività lavorativa a pieno ritmo.
Assegnare priorità alle varie attività, propositi di buona organizzazione del lavoro e della scrivania e così via – tutti, chi più chi meno, affrontiamo questa fase.

Blog e siti d’oltreoceano brulicano di esperti convertiti a questa nobile disciplina: Getting Thins Done, ovvero GTD. Essi offrono consigli e procedure sull’argomento nella maggior parte dei casi tanto inutili quanto banali. Non sempre però: ecco una lista di concetti, procedure e suggerimenti che trovo utili nel lavoro di tutti i giorni.

Google
GTD with GMail tasks e Turning GMail into yr ultimate GTD app
Scorciatoie da tastiera sul Mac

MacOS
Conjure per MacOs: Scrivania organizzata

Carta
Tickler file un concetto interessante
Un economicissimo PDA da taschino

Desktop

Sfondi del Desktop un altro concetto interessante

Casa
ClickableHouse piccoli consigli per tenere ordinata la propria magione
How to Declutter

grub error 17, Vista e la nuova MBR
Mar 9th, 2009 by OttoFit

Problemi con errore 17 di grub e Vista a seguito di qualche reinstallazione con Linux/Vista? Si risolve così: boot  da cd di Vista, scegliere Ripara installazione, quindi Prompt dei Comandi, quindi

c:
cd boot
bootrec /fixmbr

voila!

Per maggiori info in caso di ulteriori problemi vi rimando all’articolo apposito dell kb di Microsoft:

p.s. io uso Mac Os e/o Linux :)

Windows 7 beta e spostamento di file
Jan 28th, 2009 by OttoFit

Preso dall’ottimismo, ho scaricato la beta di Windows 7 . Per verificare le promesse relative alla sua efficienza su hardware non recente l’ho installato su un PC così composto:

Athlon XP2500+ (diciamo l’equivalente di un Intel Centrino), 1 gb RAM, scheda video GeForce 5200, 2 hard disk IDE da 80 gb 7200rpm.

L’installazione è stata, al pari di quella di Vista, veloce. L’installer ha aggiunto, bontà sua, una partizione di boot da 200 MB all’inizio del disco. 

Installati i driver di Vista per la scheda grafica, tutto è sembrato funzionare alla perfezione sino al primo spostamento di file tra directory sullo stesso disco, per la precisione non quello di sistema.  Deja vu, stesso comportamento di Vista all’inizio, Windows si è perso in calcoli e il tempo di spostamento, che usualmente è di pochi secondi, è diventato di ore. Sono uscito dall’ufficio alle 18.00, il giorno dopo alle 9 Windows 7 stava ancora calcolando le tempistiche di spostamento…

OpenDNS per navigazione sicura su Windows e Linux.
Jan 22nd, 2009 by OttoFit

Cos’è:

OpenDNS è un servizio di filtraggio e di risoluzione dei nomi DNS gratuito e personalizzabile.  Utilizzando OpenDNS è possibile escludere svariate categorie di siti indesiderati dalla propria navigazione internet, riducendo il rischio di prendere un virus e/o permettendo di escludere intere categorie di siti pericolosi o indesiderati. E’ estremamente utile sia per aziende che vogliono introdurre un primo filtraggio di siti pericolosi o non pertinenti all’attività lavorativa, sia per privati che vogliono ad esempio rendere irraggiungibili dai computer di casa siti pornagrafici, inappropriati o quant’altro. In entrambi i casi,comunque, velocizza la navigazione su internet
Più tecnicamente, OpenDNS fornisce un servizio gratuito e personalizzabile di gestione del DNS, consentendo

  1. di evitare da parte dei provider (es. Alice) il reindirizzamento di richieste DNS, che comporta tracciamento delle abitudini dell’utente e spesso pubblicità indesiderata.
  2. di definire, previa registrazione, scorciatoie per la propria rete: ad esempio, si puo’ definire la keyword mail impostandola per il reindirizzamento verso la propria webmail
  3. di avere, previa registrazione, statistiche di utilizzo
  4. di escludere, previa registrazione, siti indesiderati in base a categorie
    predefinite e/o la definizione di una lista di esclusione personalizzata. Unica lacuna: è inseribile solo un dominio alla volta, via web, non consentendo
    l’importazione di file di testo. Una lista personalizzata si traduce quindi in una lunga fase di inserimento.

Come funziona:

Per usufruire dei servizi sopra

  • per il servizio 1) :
    è sufficiente impostare sul proprio router ADSL o sul proprio PC i DNS di opendns 208.67.222.222 e 208.67.220.220, nient’altro.
  • Per le altre funzionalità, occorre:
    • creare un account, gratuito, su OpenDNS
    • installare sul proprio PC un client per l’aggiornamento secondo le specifiche. Qui le istruzioni per per Windows e MACOS, mentre per linux si può utilizzare ddclient impostandolo manualmente.
      Es: UBUNTU:

      #sudo aptitude install ddclient
      #sudo vi /etc/ddclient.conf
        ## OpenDNS.com account-configuration
        ssl=yes
        use=web, web=whatismyip.org
        server=updates.opendns.com
        protocol=dyndns2
        login=opendns_username    
        password=opendns_password 
        opendns_network_label

      Rif: KB di Opendns
      DNS Update API.

    • Accedere a www.opendns.com eseguendo il login e impostare le funzionalità desiderate cliccando sulla scheda relativa.

OpenDNS verrà utilizzato come DNS di default e consentirà l’uso di scorciatoie che è possibile definire nel pannello su  www.OpenDns.com previo login.

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