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1998: Le domande a Berlusconi
Aug 31st, 2009 by OttoFit

Immagine 1Anche nel 1998 Berlusconi era acusato di essere mafioso e di non poter spiegare dove avesse preso gli ingenti finanziamenti che gli hanno consentito – ad esempio – la costruzione di Milano 2.

Che c’è di diverso da oggi, ci si potrebbe giustamente chiedere?

In effetti non molto: erano però tempi diversi, le domande erano undici, ma soprattutto le pose  la Padania, organo ufficiale della Lega. Il fatto che il contenuto delle domande sia analogo a quelle poste da Marco Travaglio quando intervistato da Luttazzi nella famosa trasmissione, Satyricon,  che portò all’editto bulgaro di Berlusconi e quindi al licenziamento di Luttazzi da Raitre, dovrebbe far riflettere: non è questione di destra o sinistra.
Berlusconi in questo caso non ha fatto causa alla Padania…

Via noisefromamerika: Le 11 domande della Lega a Berlusconi

Qui le copie fotostatiche dei giornali del tempo

Le brutte notizie sono ansiogene, Berlusconi le abolisce dalla TV pubblica
Nov 2nd, 2008 by OttoFit

Alla ConfCommercio, Berlusconi annuncia che farà in modo che la TV pubblica non dia più notizie negative in modo da  evitare  l’ansia ai telespettatori

Delirio di onnipotenza? demenza senile? sono ipotesi che è *necessario* valutare, non si trata di un vicino di casa ma del Premier che si propone di condizionare il servizio televisivo di informazione pubblica vagliando cosa può diffondere e cosa no. E lo dice da esperto, visto che già  svolge questo compito alla perfezione con le tre reti Mediaset e con i quotidiani che già controlla.

Non è più una questione di sinistra o di destra, esattamente come per le manifestazioni sulla 133 dei tagli alla Scuola

Berlusconi perde la causa contro The Economist
Oct 2nd, 2008 by OttoFit

Le reminescenze pseudo-fasciste di Berlusconi, al quale evidentemente non basta cercare di sopprimere la libertà d’espressione in Italia, hanno avuto uno stop dal Tribunale di Milano, riporto alcune notizie di questi giorni:

Si legge sull’Economist

Nel Luglio 2001 Silvio Berlusconi, allora Primo Ministro, querelò in Italia l’Economist, reo, a suo dire, di diffamazione nei suoi confronti nell’articolo “An Italian story” apparso nell’edizione del 28 Aprile 2001. Tale edizione titolava in copertina “Perché Silvio Berlusconi non è adatto a governare l’Italia”. Ci compiacciamo di comunicarvi che il tribunale di Milano ha respinto tutte le accuse del Sig. Berlusconi, condannandolo a rimborsare all’Economist le spese.

Le spese ammontano a 25000 euro. Il fatto è gustoso:  perchè Berlusconi ha citato l’Economist? Riporto di seguito la sua lagnanza, reperita in seguito ad alcune ricerche sul web.

“dopo aver giustapposto falsità assurde a semplici indagini  presentate a mò di certezze, l’articolo oculatamente prosegue con un’abile quanto strumentale smentita delle difese dell’on. Berlusconi e ancor più delle sue censure alla persecuzione giudiziaria che lo vede come vittima…..e che le difese dell’on. Berlusconi sono in tal modo dileggiate e degradate ad arte come uno squallido tentativo di insabbiare e fermare le indagini nei suoi confronti…”.

Risponde la Prima Sezione del Tribunale di Milano:

Il Magistrato ritiene che nel caso di specie ci si trovi

“di fronte ad un giudizio politico – radicalmente negativo –maturato nei confronti dell’attore e, più in generale, di una certa mentalità – affaristica ed incurante delle regole – ritenuta dall’Economist largamente diffusa nella popolazione italiana,  formulato all’esito di una articolata analisi di fatti e comportamenti altrui (nella specie, le vicende dell’on. Berlusconi nel contesto politico, imprenditoriale e giudiziario italiano) ed influenzato dalle premesse culturali e politiche dalle quali muovono gli strumenti interpretativi adoperati dalla testata inglese nella propria disanima dei fatti”.

Il Magistrato spiega aquindi che non si può contestare genericamente tutto l’articolo dato che ci si trova di fronte a

“una articolata ricostruzione giornalistica di complesse ed annose vicende personali, economiche, politiche e giudiziarie, rispetto alle quali la prospettazione dell’illecito diffamatorio non può esaurirsi nella generica contestazione dell’intera ricostruzione, ma deve scendere all’indicazione puntuale e dettagliata, delle circostanze che siano ritenute lesive dell’onore e della reputazione  dell’interessato perché riferite dall’autore con falsità o negligente approssimazione”.

Di fatto esitono diverse vicende giudiziare che sono provate da atti di processi (per cui niente assoluzione, ma solo al limite prescrizione)

-  falsa testimonianza sulla sua appartenenza alla P2 – dichiarato colpevole  – reato estinto per l’amnistia del 1989;

-  tangenti alla Guardia di Finanza

- condanna in primo grado a 2 anni e 9 mesi, senza attenuanti di sorta, per tangenti pagate per “ammorbidire” i controlli fiscali sulle società Mondatori, Mediolanum, Videotime e Telepiù

In appello la Corte applica le attenuanti generiche e così scatta la prescrizione per le tangenti Mondadori, Mediolanum e Videotime; per quella Telepiù viene assolto con formula dubitativa ma in Cassazione – 2001- viene assolto per non aver commesso il fatto.

Alcuni riferimenti qui e qui

Il buffone di corte e le elezioni politiche 2008
Apr 15th, 2008 by OttoFit

Italy court jester

La vignetta di Vauro sul Manifesto di oggi recita: “Toh, mi è sparita la <palla> sinistra”. Prima volta senza la sinistra in Parlamento.

The Economist, giornale britannico di solida tradizione liberale ha definito Berlusconi il buffone italiano, prospettando anche la sua vittoria nelle elezioni 2008 e la probabile inefficacia del suo Governo cosi’ come quello da lui presieduto finoa 2 anni fa.

Come scriveva Machiavelli alla fine del Principe (1513),

L’italia rimasta senza vita aspetta qual possa esser quello che sani le sue ferite [...]

Vedesi ancora tutta pronta e disposta a seguire una bandiera, purchè ci sia uno che la pigli

Il buffone ha pigliato la bandiera e il governo, e la Sinistra l’ha pigliato in culo.

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